
Orto Botanico di Bergamo "Lorenzo Rota"
Giardino botanico civico di Città Alta sulle Mura Venete, con oltre 1200 specie e una sezione agricola ad Astino; ingresso libero e gratuito.
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Il museo
L'Orto Botanico è un'istituzione municipale inaugurata nel 1972, nata dall'idea dell'ingegnere capo del Comune Luciano Malanchini e dell'agrotecnico Guido Isnenghi. Il progetto originario puntava a ricostruire ambienti naturali autoctoni e a stimolare la sensibilità estetica del visitatore; per questo il giardino si chiamava Giardino Botanico Bergomense e fu intitolato a Lorenzo Rota (1855–1918), primo descrittore della flora bergamasca. Per anni fu considerato un giardino botanico alpino e ospitò la sede dell'Associazione Internazionale Giardini Botanici Alpini.
Dopo un periodo di crisi, con la chiusura al pubblico tra il 1983 e il 1987, dal 1989 iniziò la collaborazione con il Museo Civico di Scienze Naturali «E. Caffi», che riportò rigore scientifico all'esposizione. Per un decennio l'Orto fu parte integrante del museo; dal 2004 è un'entità museale municipale autonoma, riconosciuta dalla Regione Lombardia.
La sezione di Città Alta occupa uno spalto delle mura seicentesche, nel baluardo di Castagneta, su soli 2.400 metri quadrati con oltre 1200 taxa. Fa parte dell'Orto anche la Sala Viscontea, spazio espositivo e laboratoriale di origine trecentesca, mentre ad Astino la Valle della Biodiversità propone su 9.000 metri quadrati un museo all'aperto sul rapporto tra piante e uomo.
Da non perdere
- Oltre 1200 taxa su 2.400 metri quadrati, sullo spalto delle Mura Venete
- Scala dell'evoluzione con pannelli tattili per non vedenti e ipovedenti
- Sala Viscontea, spazio espositivo e laboratoriale trecentesco
- Sezione di Astino, Valle della Biodiversità, con 300 specie e almeno 1500 varietà
- Polveriera seicentesca «Torresino delle Polveri»
- Ingresso libero e gratuito
Esposizioni permanenti
- Collezioni dell'Orto Botanico di Città Alta – Oltre 1200 taxa raccolti su 2.400 metri quadrati, organizzati per rappresentare le principali categorie usate dai botanici, dal loto al papiro, dalla drosera ai cactus a candelabro.
- Valle della Biodiversità – Sezione di Astino – Museo all'aperto di 9.000 metri quadrati sul rapporto tra piante e uomo, con 300 specie e almeno 1500 varietà agricole.
- Fondazione
- 1972
- Ente gestore
- Comune di Bergamo
- Visitatori all’anno
- circa 72.328
Prezzi d’ingresso e riduzioni
L’ingresso è gratuito.
Ingresso libero e gratuito.
Accessibilità
- Parzialmente accessibile in sedia a rotelle
- Ascensore: nessuna informazione
- Bagno accessibile: nessuna informazione
- Parcheggio per disabili: nessuna informazione
- Cani d’assistenza ammessi: nessuna informazione
- Modelli tattili / percorsi tattili
- Visite guidate in lingua dei segni: nessuna informazione
- Materiali in linguaggio facile: nessuna informazione
- Audiodescrizione: nessuna informazione
L'Orto si raggiunge solo a piedi percorrendo la Scaletta di Colle Aperto, di 141 gradini; il sito non indica un accesso alternativo. La Sala Viscontea è accessibile anche a chi ha disabilità motorie. La Scala dell'evoluzione ha pannelli tattili adatti a non vedenti e ipovedenti.
Bambini e famiglie
Il museo non ha pubblicato informazioni in merito.
Come arrivare e parcheggio
Il museo non ha pubblicato informazioni in merito.
Servizi e ristorazione
Il museo non ha pubblicato informazioni in merito.
Eventi e affitto spazi
Il museo non ha pubblicato informazioni in merito.
Pianifica la visita
| Visite guidate | sì |
|---|---|
| Proposte per le scuole | sì |
| Informazioni utili | Il percorso di visita inizia alla base della Scaletta di Colle Aperto con la Scala dell'evoluzione, che racconta la storia dell'evoluzione delle piante. La Sala Viscontea ospita mostre temporanee, laboratori per le scuole, conferenze e proiezioni; l'Orto è visitato da molte scolaresche e propone visite guidate in occasione di mostre ed eventi. |





